Didattica

Didattica

Chi fa la scuola non può ignorare che la vita è un cammino verso un destino di felicità. Lo studio della realtà in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue dimensioni ha come origine lo stupore e come motore l’inquietudine di cui dice Sant’Agostino nelle sue Confessioni: “Fecisti nos ad te et inquietum est cor nostrum donec requiescat in te”.
D’altra parte la condizione dell’uomo è tale per cui è possibile che questo obiettivo non sia raggiunto:
(…) è tutta,
In ogni umano stato, ozio la vita,
Se quell’oprar, quel procurar che a degno
Obbietto non intende, o che all’intento
Giunger mai non potria, ben si conviene
Ozioso nomar.
Così Giacomo Leopardi, nella sua splendida “Al Conte Carlo Pepoli”.

Come afferma però San Tommaso d’Aquino “Dio non può aver creato invano l’uomo (…) per cui ha promesso un rimedio “per mezzo del quale gli uomini dovevano essere liberati dalla loro inutilità” (Tommaso d’Aquino, Quaestio disputata de malo, questione 5 art.1)
Se si ha la fortuna di conoscere la strada la si può indicare, ma, come abbiamo imparato da Don Giacomo, un conto è sapere dov’è la felicità e un conto è essere felici, un conto è sapere la strada per andare alla felicità e un conto è camminare sulla strada che porta alla felicità… l’indicazione della strada non dà la capacità di camminare sulla strada. Questa possibilità è data da un’attrattiva, non dal conoscere l’indicazione giusta.
“L’immagine della vita cristiana non è quella che rappresenta il dono di Dio da una parte e la nostra risposta dall’altra. Se fosse così non sarebbe semplice. È il dono di Dio – il dono di Dio! – che desta anche la nostra risposta. È l’attrattiva Gesù che commuovendo il cuore desta il piacere di corrergli dietro. (Tantardini, meditazione pasquale; Bergamo, 15 marzo 2010)
Chi fa la scuola dunque deve avere a cuore la felicità di chi la frequenta, secondo il destino che lo attende, senza pretese. Lo farà svolgendo bene il proprio compito, aumentando nello studente le conoscenze, sviluppando in lui l’uso della retta ragione, l’amore per la verità. Costruendo un sapere completo e ordinato, nella consapevolezza che lo scopo ultimo della vita non è un sapere, ma una visione e un abbraccio.